IMG 20180427 182932Giovedì 26 aprile 2018

Buongiorno e buon giorno 0, il countdown è finito.
La sveglia, sempre troppo precisa, scocca alle 8h30. Sto ancora infilando cose nella valigia e mi rendo conto a malapena di quello che sta succedendo: l'arrivo a Dakar è previsto per QUESTA sera.
Dopo varie chiamate e chilometri, mi incontro con Franca e super sorridenti ed emozionate iniziamo a fare l'elenco delle cose messe in valigia e quelle dimenticate, che a volte sembrano quasi più numerose di quelle messe!
Ricorderemo sicuramente per tutto il viaggio i ceci libanesi abbandonati a se stessi a casa di Franca, che avrebbero sicuramente riempito il nostro pancino con del buonissimo hummus. 
Direzione aeroporto con breve sosta per un caffè e pettorine per salutare Giovanni; visita turistica a vuoto per Fiumicino, cercando il parcheggio per la lunga permanenza e scherzando successivamente con l'autista della navetta per il peso spropositato delle nostre valigie: "i mobili".
Aereo leggermente in ritardo; pausa caffè e relax fino all'imbarco e partenza per Lisbona insieme ai fantastici piloti della TAP che hanno preso, a quanto pare, lezioni di volo per aeroplanini di carta. Una passeggiata per l'aeroporto portoghese, una "salad", un gelatino e una partita "al giochino con le palline" e ci imbarchiamo nuovamente: destino Dakar, questa volta.
Arriviamo puntuali, qualche turbolenza e segno di stanchezza, ma l'emozione è tanta soprattutto per me quando mi dirigo verso il servizio immigrazione per ricevere il mio primo timbro sul passaporto!
Malick purtroppo non è arrivato e la Sim senegalese non è attiva quindi, dopo aver preso una nuova Sim e avvertito il nostro amico ci rilassiamo con un altro caffè, questa volta però in un altro continente. Le ore di adrenalina iniziano a diventare distanti, la stanchezza si fa sentire. 
È mezzanotte ora locale. 
L'attesa continua anche dopo l'arrivo di Malick, stiamo aspettando Bepi che giungerà con l'ultimo aereo della giornata alle 3; carichiamo i bagagli circondati da umidità ed un'aria al sapore di mare e si va a casa. 
Ore 4h30 ci accoglie Serena: possiamo andare a dormire finalmente.

Venerdì 27 aprile 2018
La mia sveglia non esiste: mattina dedicata al riposo, prima di iniziare ad immergerci nella missione dobbiamo ricaricare le pile. Colazione e incontro con le ragazze della casa, una ad una, sorridenti, ci accolgono e ci danno il benvenuto. 
Umidità, zanzare e sole.
Pranziamo ma partecipa solamente Joëlle al pasto assieme a me, Franca, Bepi e Serena perché le altre ragazze stanno studiando. Dopo pranzo un caffè, qualche "Ndir" ed un briefing delle giornate seguenti, le chiamate da fare, le persone da vedere ma soprattutto il menù per la cena! Il pomeriggio è dedicato alle compere: supermercato, mercato della verdura e della frutta e mercato del pesce sul lungomare di Dakar.
Il traffico è tanto, la guida dei taxista è spaventosa ma ha quel nonsoche che ti fa sentire al sicuro, forse perché lui ci sa fare e anche se suona a destra e a manca in fondo conosce la sua città. 
A casa Bepi sta parlando con Malick a proposito della documentazione da portare per l'appuntamento con il sindaco, del contratto per Yassine e del progetto ambientale, ma purtroppo noi ragazze non siamo riusciamo a salutarlo al nostro rientro. Prepariamo il pesce, le patate, un misto di crudité e panzanella per la cena con Mame Ciré, Thième e le ragazze. Dopo cena ci ha raggiunto anche Charles e tra una tisana e un caffè abbiamo parlato del più e del meno. 
Una serata piacevole, cibo delizioso e ottima compagnia. Le ragazze, un po' timide, sono super simpatiche e sorridenti. 

sofiaNome, età, professione e interessi:
Sofia, 23 anni, studentessa universitaria, viaggi, lingue  & libri. 
Come hai conosciuto Diritti al cuore?
Attraverso dei colleghi in università. 
Sei partita per il Senegal per la prima volta: cosa ti ha spinto a partecipare a questo viaggio?
La voglia di vedere coi miei occhi e vivere sulla mia pelle, tutto quello che so ed ho conosciuto attraverso l'associazione; la voglia di aiutare sul campo, di vivere la popolazione che sosteniamo e comprendere ancora meglio la cultura di questo fantastico paese. 
Quali sono state le impressioni al tuo arrivo?
Appena arrivata ero stremata ed euforica nello stesso momento. Qui sono tutti cordiali, sorridenti e salutano, non mi sento estranea, sono serena. 
Cosa hai fatto in questi primi giorni?
Ricognizione, visita delle città ma soprattutto coi responsabili italiani ho fatto visita alle strutture dove operiamo ed ho conosciuto i responsabili locali, e ovviamente le ragazze del progetto Fatou. 
Quali sono le tue aspettative per il resto del viaggio?
Sempre più sorprese, gioie e risate.

teamEcco delle divertenti pagelle che i ragazzi hanno compilato a Dakar, anche per capire che non si va in Senegal solo a faticare!! Buona lettura

CESARE PACE
Voto 10elode
Mestiere: Capo missione 
Ormai veterano dei disagi dell' Africa, potrebbe partire anche senza valigia ma non senza cappello (CIGL).
Citazione: "salutami a soreta"
 
ALESSANDRO CINCI
Voto: 7,5
Mestiere: viaggiatore
Esperto di questa città vissuta un po' di anni fa.
Riesce a leggere nelle situazioni più avverse, fedele scudiero del capo missione al triage.
Citazione: "Ho un rendez vus!"
 
GIORGIO CARRAI
voto: 8
Mestiere: fotografo/ingegnere
Un mix vincente tra Carlo Lucarelli, Alberto Angela e Rambo.
Reporter ufficiale, di giorno si diverte a fotografare e di notte ha tante domande da inventare.
Citazione "ora vi faccio una domanda"
 
TANIA DI GIOVANNI
voto: 9
Mestiere: medico
Meno male che Tania c'è!
Datele un infante e si sentirà pimpante.
Riesce a mantenere sempre la calma. Ci vorrebbe una Tania in ogni missione.
Citazione: "dove sono i bambini?"
 
LORENZO PACE
voto: 9
Mestiere: infermiere
indossa pantaloni improbabili.
Un po' mistico un po' pescatore di telline nel pulire le orecchie ai bambini.
Non vede l'ora di arrivare a Sossop per tirare fuori la sua spada laser e giocare con le sue palline.
Trenta missioni e non una parola di francese o Wolof.
Citazione: "regà, tellina!"
 
SERENA PISTONE
Voto: 9
Mestiere: Antropologa
Toubab fuori africana dentro.
Ha sfamato tutta la squadra da buona Grand-mère.
Al mercato è la regina: se ti dicono cinquanta ne toglie una trentina.
Torna subito... appena può.
Citazione: "volete una tisana?"
 
ANNA FARINA
Voto: 00 (8,5)
Mestiere: medico
Ha paura di essere inseguita dai Baobab.
Capisce tutto tranne in cambi in Sefa. 
Arrivata per operare si esercita rattoppando zanzariere.
i calcoli non sono il suo forte.
Citazione: "Quanto je ne devo da de sciroppo?"
 
MARTA CHERUBINI
voto: 8 (come le scariche giornaliere)
Mestiere: medico
La Megan Gale del Senegal, si divide tra farmaci e Wc e non smette mai di lavorare.
Eletta all'unisono Miss Squaraus, datele un bagno e vi solleverà il mondo.
Citazione: "c'è un bagno?"
 
SOFIA BONOMO
Voto:  8+
Mestiere: Cooperante
Detta Silvia cambia nome all'occorrenza.
Una spiccata predisposizione per i bambini albini dei villaggi.
Il triage non sarebbe lo stesso senza di lei. Animatrice, fotografa forse scimmia.
Citazione: "sono un fungo wuachuwua! U-U-A-AH)

 

 

francaIn questi giorni a Dakar oltre a Serena, nostra cooperante che sarà a Dakar fino a giugno, si trovano Franca, Bepi e Sofia, per portare avanti una serie di attività con i volontari del luogo, formazione alle ragazze del progetto Fatou e alcune iniziative per sperimentare nuovi crsi o progetti con la popolazione del luogo. Bepi, il nostro presidente, si trova a Dakar anche per sbrgare delle pratiche burocratiche, prendere accordi per lo sviluppo del porgetto ambientale a camberene, fare le selezioni per la psicologa per lo sportello antiviolenza a Pikine. Oggi intervistiamo Franca.
Nome, età, professione e interessi: mi chiamo Franca Forzati, ho 50 anni. Mi occupo di animazione per anziani con demenza. I miei interessi iniziano con la lettura e continuano con tutte le curiosità belle che nella vita ho  la possibilità di approcciare.
Quante volte sei partito per Il Senegal? Sono al mio quinto viaggio in Senegal come volontaria di Diritti al Cuore.
Quali sono gli obiettivi di questa missione? Il calendario di appuntamenti è molto fitto. Per quanto mi riguarda mi occuperò  di fare formazione alle ragazze Fatou, ai nostri collaboratori locali ed attraverso loro proporre dei seminari alla popolazione, si tratta di seminari sul fenomeno delle migrazioni internazionali, sull'importanza della formazione scolastica per lo sviluppo di in paese e per le persone, di salute ed igiene femminile nella pubertà, vogliamo scardinare alcuni tabù  ed informare le giovani che si approcciano alla vita adulta ad affrontare la vita con più informazioni e qualche consiglio.
Come sono andati questi primi due giorni? Siamo qui solo da 48 ore. Con grande impegno abbiamo già alle spalle due importanti giornate di organizzazione e discussione delle cose da fare. Davanti giornate di impegni confermati e nuovi inserimenti nelle due mezze giornate "apparentemente" rimaste libere.
 Di cosa sei stata felicissima appena arrivati? Di essere nuovamente riuscita a tornare qui per seguire i progetti dal vivo. In questo paese con tante persone da riabbracciare e da conoscere di persona, un po' seconda famiglia. Di poter ritagliare 12 giorni al lavoro, agli impegni e agli affetti italiani per poter guardare negli occhi e riabbracciare tante persone care anche qui.
 Cosa ti ha colpito? Il grande interesse per gli argomenti proposti per i seminari.
 Quali aspettative per i prossimi giorni? Raggiungere tante persone: donne, giovani donne, bambini, parlare loro di argomenti importanti. Seminare dubbi ed aprire a panorami di possibilità nuove.
 Cosa non vedi l'ora di.... sono solo due giorni che sono qui, davanti a me ancora una settimana. A questa domanda ... il mio cuore che si sta riempiendo di emozioni mi fa capire che la risposta è: già non vedo l'ora di ritornare qui in Senegal la prossima volta.

29541651 1885900858126874 3308782968953005433 nL'attesa era enorme. Saliva piano piano dalla pancia una strana sensazione, come quando si incontra un affascinante sconosciuto. Tutto era reso ancora più nebuloso perché si arrivava di notte. Sull'aereo verso Dakar eravamo la minoranza, tutti vicini in trepidante attesa. Il controllo dei passaporti, una lingua diversa, e poi dritti in macchina con Malik fino in città. Nonostante il sonno, scrutavo dai finestrini il paesaggio e intravedevo i contorni, compresi quelli della nostra casa, accogliente e colorata. E all’improvviso ecco il buongiorno di Dakar. L'omino sul carretto che urlava qualcosa nella sua lingua a me sconosciuta. Le capre sul terrazzo. Ancora sorrido…

È difficile racchiudere tutto in poche righe perché qui in Senegal è stato tutto troppo. Troppo belli i colori, le donne, i bambini, i mercati con i loro avventori, la musica, i balli. Troppo forti e a tratti pungenti gli odori, e poi il traffico, le persone, la povertà. Una povertà dignitosa, vissuta a schiena dritta, con stuoli di bambini al seguito. Con la loro spontaneità e quegli occhioni che ti scaldano il cuore. 

Ma Dakar era solo l'inizio di questa speciale avventura. Ancora sono stordita dalla bellezza e dalle contraddizioni dei villaggi Sossop, Tatanguine e Nanghiane. Il paesaggio che cambia e si trasforma come in un viaggio indietro nel tempo. I villaggi, le capanne, i piccoli che vanno a scuola sul carretto trainato dal cavallo. Il cielo immenso e incredibilmente vicino. Il silenzio seguito dalle voci squillanti ancora dei bambini, così meravigliati e divertiti nel vedere noi Tubab (così veniamo chiamati noi bianchi). E di bimbi ne abbiamo visitati tantissimi. Misurati, pesati e a volte ripuliti a non finire. Tutto con la speranza che prendano la terapia, che la madre li porti in ospedale, che magari potremo rivederli il prossimo anno. Una medicina del corpo che cura anche un po' il cuore. Ognuno di noi ne ha lasciato un pezzo qui a Dakar. Dopo aver dato il meglio di sé. 

Questa missione in Senegal è stato un regalo bellissimo, vissuto con persone meravigliose che hanno reso tutto più facile e che con questo post vorrei ringraziare. Ringraziare il Senegal e la sua autenticità e dirgli che non vedo l'ora di ritornare.

Niofar (sempre insieme)! 

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