Tania

 

Nome, età, professio­ne e interessi:

Tania, 31 anni, medico! Mi piace leggere, guardare Friends quando sono stanca, e poi scendere in Senegal!

Quante volte sei par­tito per Il Senegal?

Questa sarà la mia quinta missione sanitaria con Diritti Al Cuore.

Quali sono gli obiet­tivi di questa missi­one?

Tanti, stiamo crescendo e i progetti aumentano! Le giornate saranno scandite dalle visite mediche ai bambini, sia quelli sostenuti a distanza che non. A Pikine il nostro ambulatorio al primo piano di Keur Marietou è quasi del tutto allestito, conosceremo l'infermiera e finalmente sarà attivo per i bambini dell'asilo (prossimamente sarà aperto per tutti i bambini del quartiere, e in futuro ci saranno anche una pediatra e una ginecologa). Lo sportello antiviolenza, inaugurato a novembre è già operativo. Da novembre abbiamo introdotto nei villaggi la figura dei promotori della salute, con cui dovremo definire le attività da svolgere nei prossimi mesi: campagne di deparassitaggio e seminari su igiene e prevenzione delle malattie della povertà. E poi ancora definire e avviare il progetto ambientale!

Quale sarà il tuo ru­olo in questo viaggio e cosa farai concr­etamente?

Sarò quello che sono, quindi un medico! Mi occuperò delle visite di base ai bimbi: non è mai facile a causa della lingua e di alcune differenze culturali, ma per fortuna ci sono i nostri collaboratori locali e le studentesse del progetto Fatou che sono fondamentali nel fare da ponte con le mamme senegalesi. Con i promotori della salute cercherò di organizzare le attività per il futuro.

Cosa ti aspetti da questo viaggio?

Mi aspetto di lavorare bene in gruppo, sono sicura faremo tutto e bene. 
Parto con la testa piena di pensieri che vorrei lasciare a Roma ma che so mi seguiranno fino a Dakar però spero di essere serena come sempre e di non sprecare nemmeno un minuto.

Cosa auguri alle per­sone che partono con te per la prima vol­ta?

Di osservare tutto e non dimenticarlo mai.

Cosa non vedi l'ora di....?

Chi ha letto le interviste precedenti già lo sa, ma lo ripeto perché secondo me porta fortuna: non vedo l'ora di rivedere il cielo di Sossop che guarisce tutto. 

Giusy

Nome, età, professione e interessi:

Giusy, 24 anni, assistente sociale, laureanda in cooperazione internazionale.  Interessi particolari? Sono troppi e sono quasi tutti racchiusi in ciò che faccio con Diritti al Cuore, dal mondo scolastico a quello ambientale.

Come hai conosciuto Diritti al cuore? 

Ho conosciuto l’Associazione tramite mio zio, amico di Cesare.

Stai per partire per il Senegal per la tua prima missione: cosa ti ha spinto a partecipare a questo viaggio? 

Quello che mi ha spinto a partire è la voglia di vedere un mondo completamente diverso dal mio, sperimentare, mettermi alla prova. Ho sempre sognato sin da piccola di diventare un medico che andava in Africa soprattutto per i bambini; crescendo ho capito che quella del medico non era la professione adatta a me, ma i bambini e l’Africa ... beh, quella è l’unica passione certa della mia vita e finalmente sto realizzando questo sogno!

Di cosa ti occuperai in questo viaggio? 

Il sostegno che andiamo a dare sarà prettamente sanitario quindi aiuterò i miei compagni di viaggio in ciò che potrò nelle visite e in tutto quel che ci sarà da fare.

Inoltre dovrò girare un po’ per studiare alcune cose riguardanti il progetto ambientale che a breve dovrebbe partire a Camberene; progetto su cui sto anche scrivendo la tesi della laurea magistrale.

Quali sono le tue aspettative? Hai un qualche tipo di timore?

Timori, un po’ si ma alla fine fanno parte del gioco! Aspettative e speranze non ne ho, sono curiosa e voglio vivermi ogni giorno al 100% così come verrà! 

Cosa non vedi l'ora di...?

Non vedo l'ora di guardare il cielo di Sossop.

stefanoPrima giornata organizzativa: venerdì 25 ottobre

Giornata importante per la prima riunione con i promotori locali in cui è stata organizzata la missione medica ai villaggi, sia per quanto riguarda la parte logistica che medica ed è stata pianificata la prima campagna di deparassitaggio inerente alle campagne statali, il tutto tenendo presente le tempistiche dello status del progetto.

Oggi si parte con le visite mediche: sabato 27 Ottobre

È il primo giorno di visite a Cambérène. L’aria è pungente, la strada sabbiosa, l’oceano in lontananza. All’entrata dell’edificio uno sciame di risate ci accoglie calorosamente, piccoli occhi vispi che ci scrutano da lontano, nascosti dalle vesti colorate delle madri.

Intorno a noi una struttura sconosciuta che racconta storie di vita che trapelano da ogni dove. Una in particolare colpisce, quella della sala delle visite, è li che le emozioni si intrecciano alla voglia di fare e di mettersi in gioco. Nonostante la conoscenza con i volontari del posto sia minima, basta poco per far si che si crei un’intesa vincente. Il bilancio della giornata è stato di circa ottanta visite con alcuni casi particolari che fanno capire quanto questo progetto sia concreto. Il rientro a casa acquista un nuovo significato, in così poco tempo sono state tante le emozioni provate che hanno unificato il legame all’interno del gruppo. Adesso cena tutti insieme e screening epidemiologici della giornata. L’ora è tarda ma la voglia di continuare questa esperienza è sempre più forte.

Quarto giorno: lunedi 29 Ottobre

Seconda giornata di visite a Cambérène. Tante facce nuove, alcune vecchie conoscenze. Quasi tutte al femminile. 
Nonne vetuste si riscoprono seconde madri dei loro nipoti, giovani donne al terzo figlio, hanno ancora gli orecchini d'oro della nascita, le sorelle non ancora adolescenti, si improvvisano genitori per i fratelli più piccoli. Le bambine crescono in fretta a Dakar. Devono imparare a resistere, a rimanere, a rischiare. Camminano sinuose come gazzelle fino al nostro ambulatorio, gli occhi stanchi, le caviglie insabbiate, ma il vestito buono ostentato con orgoglio. Attendono pazienti il loro turno, si rincontrano, si aggiornano sui figli. Le visite scorrono tranquille, ci si scambia il tempo, gli sguardi, le mani.
Alcuni piccoli pazienti riportano infezioni cutanee, patologie respiratorie, molte parassitosi intestinali, alcuni malnutriti. Un caso di sospetta malaria, che però al test del sangue ha dato esito negativo. 
La giornata scivola via, il sole si inchina al canto del muezzin, si torna a casa stanchi ma con un altro piccolo pezzo di Senegal nel cuore.

Cesare
Nome, età, professione e interessi:

Cesare Pace, 63 anni, Impiegato Informatico/Statistico/aspirante pensionato. Interessi:  Tutti!

Quante volte sei partito per Il Senegal? 

Credo sia il 13° o 14° viaggio in Senegal.

Cosa ti aspetti da questo viaggio?

Mi aspetto che il gruppo lavori bene insieme, senza personalismi, mettendo  sempre in primo piano gli obiettivi  del viaggio e della nostra Associazione.

Cosa auguri alle persone che partono con te per la prima volta?

A chi parte per la prima volta auguro di provare le forti, intense,  emozioni che provai io al primo viaggio.

Quali sono gli obiettivi di questa missione?

Gli obiettivi della missione (oltre alle visite mediche ai bimbi del SAD, e non solo loro,  e la verifica dei SAD stessi),  sono  di far crescere i progetti nel loro insieme. Conoscere le nuove ragazze del progetto Fatou,  facendole sentire sempre  più parte attiva  del progetto, comunicando  quello che ci aspettiamo da loro e quello che loro si possono aspettare da noi. Far crescere i promotori sanitari nelle varie località,  in modo tale da rendere i nostri amici senegalesi sempre più autonomi ed in grado di gestire i progetti anche in maniera autonoma.  Rendere sempre più la casa di Maritou a Pikine funzionante e attiva sul territorio nei vari aspetti previsti dal progetto.

Quale sarà il tuo ruolo in questo viaggio e cosa farai concretamente?

Metterò a disposizione degli altri e del progetto  la mia esperienza legata ai  vari viaggi, ed anche la pazienza, la tranquillità ed anche un po’ di buonumore,  che in genere non mi mancano,  e che sono  importanti in questi casi .

Cosa non vedi l'ora di...?

Non vedo l’ora di rivedere e di riabbracciare  i bambini del SAD di Camberene (particolarmente i primi entrati nel progetto) che ho visto per la prima volta 9-10 anni fa e che ho visto crescere, diventare grandi.

kriziaMentre noi romani (e italiani in generale) ci riprendiamo da ude giorni leggermente ventilati/piovosi, i nostri volontari stanno lasciando Dakar per dirigersi in Gambia, dove Diritti al cuore collabora con Energia per i Diritti umani e l'associazione londinese fondata a Londra da volontari italiani di Diritti al cuore ed Energia che si trovano lì per lavoro (per maggiori info questo è il bellissimo sito dell'associazione http://www.peopleforchange.org.uk/). 

Vi presentiamo Krizia, 29 anni, infermiera expat a Londra, volontaria di Peopole for change. 

"Ho conosciuto diritti al cuore grazie a Laura che svolge il mio stesso lavoro a Londra. La quale mi ha guidato e fatto scoprire questo bellissimo mondo del “volontariato”. Ho sempre sognato di partire per l’Africa, svolgere la mia professione ed aiutare le persone bisognose è una delle cose che adoro fare. Spero questa esperienza mi arricchisca sia come persona che come professionista. Spero di dare il mio contributo nel modo più efficace ed efficiente possibile! L'unica paura che ho menytre scrivo è di non essere all’altezza e di non riuscire a svolgere il mio lavoro al cento per cento. Gli obiettivi della missione sono tantissimi e grazie a Laura mi sento giorno dopo giorno più partecipe e pronta. Ho deciso di partire per conoscere e scoprire un nuovo mondo, fare una nuova esperienza di vita e dare il mio contributo al massimo delle mie potenziali!".

Pagina 1 di 6

© 2016 Diritti al Cuore. All Rights Reserved.

Accesso Utenti