francaIn questi giorni a Dakar oltre a Serena, nostra cooperante che sarà a Dakar fino a giugno, si trovano Franca, Bepi e Sofia, per portare avanti una serie di attività con i volontari del luogo, formazione alle ragazze del progetto Fatou e alcune iniziative per sperimentare nuovi crsi o progetti con la popolazione del luogo. Bepi, il nostro presidente, si trova a Dakar anche per sbrgare delle pratiche burocratiche, prendere accordi per lo sviluppo del porgetto ambientale a camberene, fare le selezioni per la psicologa per lo sportello antiviolenza a Pikine. Oggi intervistiamo Franca.
Nome, età, professione e interessi: mi chiamo Franca Forzati, ho 50 anni. Mi occupo di animazione per anziani con demenza. I miei interessi iniziano con la lettura e continuano con tutte le curiosità belle che nella vita ho  la possibilità di approcciare.
Quante volte sei partito per Il Senegal? Sono al mio quinto viaggio in Senegal come volontaria di Diritti al Cuore.
Quali sono gli obiettivi di questa missione? Il calendario di appuntamenti è molto fitto. Per quanto mi riguarda mi occuperò  di fare formazione alle ragazze Fatou, ai nostri collaboratori locali ed attraverso loro proporre dei seminari alla popolazione, si tratta di seminari sul fenomeno delle migrazioni internazionali, sull'importanza della formazione scolastica per lo sviluppo di in paese e per le persone, di salute ed igiene femminile nella pubertà, vogliamo scardinare alcuni tabù  ed informare le giovani che si approcciano alla vita adulta ad affrontare la vita con più informazioni e qualche consiglio.
Come sono andati questi primi due giorni? Siamo qui solo da 48 ore. Con grande impegno abbiamo già alle spalle due importanti giornate di organizzazione e discussione delle cose da fare. Davanti giornate di impegni confermati e nuovi inserimenti nelle due mezze giornate "apparentemente" rimaste libere.
 Di cosa sei stata felicissima appena arrivati? Di essere nuovamente riuscita a tornare qui per seguire i progetti dal vivo. In questo paese con tante persone da riabbracciare e da conoscere di persona, un po' seconda famiglia. Di poter ritagliare 12 giorni al lavoro, agli impegni e agli affetti italiani per poter guardare negli occhi e riabbracciare tante persone care anche qui.
 Cosa ti ha colpito? Il grande interesse per gli argomenti proposti per i seminari.
 Quali aspettative per i prossimi giorni? Raggiungere tante persone: donne, giovani donne, bambini, parlare loro di argomenti importanti. Seminare dubbi ed aprire a panorami di possibilità nuove.
 Cosa non vedi l'ora di.... sono solo due giorni che sono qui, davanti a me ancora una settimana. A questa domanda ... il mio cuore che si sta riempiendo di emozioni mi fa capire che la risposta è: già non vedo l'ora di ritornare qui in Senegal la prossima volta.

teamEcco delle divertenti pagelle che i ragazzi hanno compilato a Dakar, anche per capire che non si va in Senegal solo a faticare!! Buona lettura

CESARE PACE
Voto 10elode
Mestiere: Capo missione 
Ormai veterano dei disagi dell' Africa, potrebbe partire anche senza valigia ma non senza cappello (CIGL).
Citazione: "salutami a soreta"
 
ALESSANDRO CINCI
Voto: 7,5
Mestiere: viaggiatore
Esperto di questa città vissuta un po' di anni fa.
Riesce a leggere nelle situazioni più avverse, fedele scudiero del capo missione al triage.
Citazione: "Ho un rendez vus!"
 
GIORGIO CARRAI
voto: 8
Mestiere: fotografo/ingegnere
Un mix vincente tra Carlo Lucarelli, Alberto Angela e Rambo.
Reporter ufficiale, di giorno si diverte a fotografare e di notte ha tante domande da inventare.
Citazione "ora vi faccio una domanda"
 
TANIA DI GIOVANNI
voto: 9
Mestiere: medico
Meno male che Tania c'è!
Datele un infante e si sentirà pimpante.
Riesce a mantenere sempre la calma. Ci vorrebbe una Tania in ogni missione.
Citazione: "dove sono i bambini?"
 
LORENZO PACE
voto: 9
Mestiere: infermiere
indossa pantaloni improbabili.
Un po' mistico un po' pescatore di telline nel pulire le orecchie ai bambini.
Non vede l'ora di arrivare a Sossop per tirare fuori la sua spada laser e giocare con le sue palline.
Trenta missioni e non una parola di francese o Wolof.
Citazione: "regà, tellina!"
 
SERENA PISTONE
Voto: 9
Mestiere: Antropologa
Toubab fuori africana dentro.
Ha sfamato tutta la squadra da buona Grand-mère.
Al mercato è la regina: se ti dicono cinquanta ne toglie una trentina.
Torna subito... appena può.
Citazione: "volete una tisana?"
 
ANNA FARINA
Voto: 00 (8,5)
Mestiere: medico
Ha paura di essere inseguita dai Baobab.
Capisce tutto tranne in cambi in Sefa. 
Arrivata per operare si esercita rattoppando zanzariere.
i calcoli non sono il suo forte.
Citazione: "Quanto je ne devo da de sciroppo?"
 
MARTA CHERUBINI
voto: 8 (come le scariche giornaliere)
Mestiere: medico
La Megan Gale del Senegal, si divide tra farmaci e Wc e non smette mai di lavorare.
Eletta all'unisono Miss Squaraus, datele un bagno e vi solleverà il mondo.
Citazione: "c'è un bagno?"
 
SOFIA BONOMO
Voto:  8+
Mestiere: Cooperante
Detta Silvia cambia nome all'occorrenza.
Una spiccata predisposizione per i bambini albini dei villaggi.
Il triage non sarebbe lo stesso senza di lei. Animatrice, fotografa forse scimmia.
Citazione: "sono un fungo wuachuwua! U-U-A-AH)

 

 

sofi"Stai attaccata a Serena” mi hanno detto prima di partire: e così sta accadendo. Primo giorno a Cambérène, catapultata in questa stanzetta che pullula di occhietti intensi, piccoli e innocenti di bimbi che iniziano a conoscere le prime parole di una nuova lingua. Entrati in stanza improvvisamente si ammutoliscono e ci osservano, sono arrivati i “Toubab”, i “bianchi”. Tra canzoni e battiti di mani incoraggiati dalla maestra osservo a fondo quello che ho intorno a me, dove sono, con chi sono e quanti di questi altri musetti bellissimi vedrò in queste due settimane. Mi commuovo al sentire delle loro vocine indifese, una invasione improvvisa dritta dentro che mi fa cancellare completamente tutti quei controsensi che ho lasciato a casa. Usciamo dalla stanza dell’asilo e andiamo giù, dove inizia il vero viaggio, le vere visite e altrettanti incontri come questi. 
 
Non ho aspettative, come non ne avevo nei giorni prima di partire e alla partenza stessa: quel che sarà, sarà! E questa visione futura e incerta per ora riempie di energie, nonostante i 120 bambini visitati al giorno, che ti fanno dimenticare quel po’ di dolore che hai ai piedi, perché comunque hai il cuore pieno di tutto.

29541651 1885900858126874 3308782968953005433 nL'attesa era enorme. Saliva piano piano dalla pancia una strana sensazione, come quando si incontra un affascinante sconosciuto. Tutto era reso ancora più nebuloso perché si arrivava di notte. Sull'aereo verso Dakar eravamo la minoranza, tutti vicini in trepidante attesa. Il controllo dei passaporti, una lingua diversa, e poi dritti in macchina con Malik fino in città. Nonostante il sonno, scrutavo dai finestrini il paesaggio e intravedevo i contorni, compresi quelli della nostra casa, accogliente e colorata. E all’improvviso ecco il buongiorno di Dakar. L'omino sul carretto che urlava qualcosa nella sua lingua a me sconosciuta. Le capre sul terrazzo. Ancora sorrido…

È difficile racchiudere tutto in poche righe perché qui in Senegal è stato tutto troppo. Troppo belli i colori, le donne, i bambini, i mercati con i loro avventori, la musica, i balli. Troppo forti e a tratti pungenti gli odori, e poi il traffico, le persone, la povertà. Una povertà dignitosa, vissuta a schiena dritta, con stuoli di bambini al seguito. Con la loro spontaneità e quegli occhioni che ti scaldano il cuore. 

Ma Dakar era solo l'inizio di questa speciale avventura. Ancora sono stordita dalla bellezza e dalle contraddizioni dei villaggi Sossop, Tatanguine e Nanghiane. Il paesaggio che cambia e si trasforma come in un viaggio indietro nel tempo. I villaggi, le capanne, i piccoli che vanno a scuola sul carretto trainato dal cavallo. Il cielo immenso e incredibilmente vicino. Il silenzio seguito dalle voci squillanti ancora dei bambini, così meravigliati e divertiti nel vedere noi Tubab (così veniamo chiamati noi bianchi). E di bimbi ne abbiamo visitati tantissimi. Misurati, pesati e a volte ripuliti a non finire. Tutto con la speranza che prendano la terapia, che la madre li porti in ospedale, che magari potremo rivederli il prossimo anno. Una medicina del corpo che cura anche un po' il cuore. Ognuno di noi ne ha lasciato un pezzo qui a Dakar. Dopo aver dato il meglio di sé. 

Questa missione in Senegal è stato un regalo bellissimo, vissuto con persone meravigliose che hanno reso tutto più facile e che con questo post vorrei ringraziare. Ringraziare il Senegal e la sua autenticità e dirgli che non vedo l'ora di ritornare.

Niofar (sempre insieme)! 

Foto Tania

Da domani iniziamo a pubblicare le.impressioni che I nostri volontari a Dakar ci scriveranno. Oggi vi presentiamo l'altro.medico a Dakar, Tania, responsabile in Italia del progetto Salute migrante.

Nome, età, professione e interessi: Tania, 30 anni, medico! Mi piace ascoltare, leggere, e mi piace collaborare con Diritti Al Cuore!
Quante  volte sei  partita per il Senegal? Questa sarà la mia quarta missione!
Cosa ti aspetti dal gruppo? Con alcuni componenti del gruppo ho già fatto una missione, altri sono alla loro primissima e posso capire la loro emozione e anche quel pizzico di ansia che c'è sempre alla vigilia della partenza. Non dico che per me non sia più così, anzi! Ogni missione è diversa e per questo speciale, e non vedo l'ora di affrontarla. Sono sicura che il gruppo sarà affiatato e che lavoreremo sodo perchè so quanto i miei compagni tengono ai progetti di DAC!
Cosa ti aspetti da questo viaggio? Di ritrovare quel clima di condivisione e rispetto reciproco che ho sempre respirato con i collaboratori locali e con il gruppo; conoscerò le nuove ragazze del progetto Fatou e rivedrò Joelle, già nel progetto da un anno, che stimo tanto e con cui spero di legare di più. Lavorare fianco a fianco con loro è sempre stimolante. Spero che tutti i bimbi sostenuti a distanza vengano a farsi visitare e siano accompagnati dai genitori, perchè vorrebbe dire che il lavoro di Diritti Al Cuore in questi anni ha gettato le basi per migliorare davvero le loro condizioni di salute.
Cosa auguri alle.persone che partono perbil Senegal la prima volta? Di non avere paura del nuovo ma di buttarsi a capofitto in questa avventura.
Quali sono gli obiettivi di questa missione? Oltre alle consuete visite mediche, in cui visiteremo sia i bimbi del sostegno a distanza che non, abbiamo in programma un seminario sulla rianimazione cardio-polmonare per le studentesse e di affrontare ancora il tema dell'igiene e della prevenzione con le mamme di Dakar e dei villaggi rurali. È in fase di start up un progetto che vede la collaborazione di promotori della salute, figure specializzate e formate che si occuperanno di diffondere i principi di salute e igiene nei villaggi rurali, ancora molto indietro rispetto a queste tematiche. Il nostro ambulatorio a Keur Marietou è quasi
pronto! Stiamo selezionando l'infermiera e a breve sarà aperto per i bimbi dell'asilo! È sempre emozionante visitare tra quelle  mura e pensare a quanti passi in avanti sono stati fatti in questi anni. Insomma, questa missione sarà ricchissima di cose da fare, da vedere, da sentire e sono carichissima!
Cosa non vedi l'ora di? C'è una frase che ormai è come un mantra per alcuni di noi, un porta fortuna, ed è "Non vedo l'ora di rivedere il cielo di Sossop".
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