IMG 20181027 WA0003In questa domenica romana di pioggia, vi vogliamo presentare Rita, 38 anni, psicologa psicoterapeuta, amante dei viaggi per conoscere il mondo e le culture diverse dalla sua. 

Rita, come hai conosciuto Diritti al cuore?
Ho conosciuto l'associazione tramite delle colleghe di lavoro.
Stai per partire per il Senegal per la tua prima missione: cosa ti ha spinto a partecipare a questo viaggio?
La voglia di toccare con mano tutto quello di cui ho sentito parlare in associazione, i progetti che abbiamo in Africa, capire realmente come sono organizzati e finalmente farne parte in prima persona. La voglia di mettersi in gioco in qualcosa che ho sempre desiderato fare e che finalmente ho avuto l'occasione di fare.
Quali sono le tue aspettative?
Tendo a non farmi aspettative particolari
Quali le tue speranze?
Spero di stupirmi! Spero di trovare una situazione stimolante, di riconoscere le cose che ho sentito nei racconti delle persone che sono partire prima di me e di aggiungere a queste immagini emozioni e riflessioni nuove. Spero di trovare un gruppo coeso e unito, e anche di divertirmi. Infine spero di conoscere anche aspetti di me nuovi, una crescita.
 Hai un qualche tipo di timore?
No. 
Obiettivi della missione? 
Farò parte dell'equipe non sanitaria, quindi starò al triage e aiuterò i medici nelle visite facendo la prima accoglienza. In più mi occuperò di seguire il progetto dello sportello d'ascolto per le donne vittime di violenza, al.quale già sto partecipando in Italia. 
Cosa non vedi l'ora di....?
Non vedo l'ora di vedere grandi sorrisi, di conoscere tante persone, di entrare in punta di piedi in una cultura diversa dalla mia e di portarmi a casa un'esperienza importante.

IMG 20181027 085247Mentre siamo in pieno week end e i nostri volontari si trovano al caldo, presentiamo Stefano Lusi, 23 anni, quinto anno di Medicina e Chirurgia. 
"Ho conosciuto Diritti al cuore per caso, quando, scorrendo la solita noiosa pagina di Facebook, ho trovato l'evento del corso di volontariato. Ero interessato in particolare all'area sanitaria e ai progetti che si fanno sia in Italia che all'estero. Avevo già fatto esperienze simili in passato, nelle periferie degradate della capitale, offrendo visite e soccorso ai più fragili della società. In questa associazione, però, ho trovato un gruppo di gente affiatata, che si occupa di far rispettare i diritti umani su molti altri livelli, un gruppo di persone con gli stessi ideali, una specie di grande famiglia.
Per quanto riguarda il viaggio in un altro continente, ho sempre avuto questo desiderio insito di voler partire in missione, il richiamo dell'Africa sempre più forte, la voglia di fare la mia piccola parte in un mondo del tutto diverso. 
Ho sempre immaginato l'Africa nera dei mercati, quella delle donne che vendono frutta ai bordi delle strade, dei bambini sorridenti, del caldo. 
Mi rendo conto però, da qualche giorno che sono qui, che accanto ai racconti della gente, alle storie, alle persone, c'è una parte di Africa sommersa, nascosta, che forse non si farà mai conoscere del tutto. Un'Africa misteriosa, un'Africa affascinante. L'Africa che sussurra.
Sono sicuro che questa prima missione si rivelerà piena di sorprese!"

IMG 20180427 182932Giovedì 26 aprile 2018

Buongiorno e buon giorno 0, il countdown è finito.
La sveglia, sempre troppo precisa, scocca alle 8h30. Sto ancora infilando cose nella valigia e mi rendo conto a malapena di quello che sta succedendo: l'arrivo a Dakar è previsto per QUESTA sera.
Dopo varie chiamate e chilometri, mi incontro con Franca e super sorridenti ed emozionate iniziamo a fare l'elenco delle cose messe in valigia e quelle dimenticate, che a volte sembrano quasi più numerose di quelle messe!
Ricorderemo sicuramente per tutto il viaggio i ceci libanesi abbandonati a se stessi a casa di Franca, che avrebbero sicuramente riempito il nostro pancino con del buonissimo hummus. 
Direzione aeroporto con breve sosta per un caffè e pettorine per salutare Giovanni; visita turistica a vuoto per Fiumicino, cercando il parcheggio per la lunga permanenza e scherzando successivamente con l'autista della navetta per il peso spropositato delle nostre valigie: "i mobili".
Aereo leggermente in ritardo; pausa caffè e relax fino all'imbarco e partenza per Lisbona insieme ai fantastici piloti della TAP che hanno preso, a quanto pare, lezioni di volo per aeroplanini di carta. Una passeggiata per l'aeroporto portoghese, una "salad", un gelatino e una partita "al giochino con le palline" e ci imbarchiamo nuovamente: destino Dakar, questa volta.
Arriviamo puntuali, qualche turbolenza e segno di stanchezza, ma l'emozione è tanta soprattutto per me quando mi dirigo verso il servizio immigrazione per ricevere il mio primo timbro sul passaporto!
Malick purtroppo non è arrivato e la Sim senegalese non è attiva quindi, dopo aver preso una nuova Sim e avvertito il nostro amico ci rilassiamo con un altro caffè, questa volta però in un altro continente. Le ore di adrenalina iniziano a diventare distanti, la stanchezza si fa sentire. 
È mezzanotte ora locale. 
L'attesa continua anche dopo l'arrivo di Malick, stiamo aspettando Bepi che giungerà con l'ultimo aereo della giornata alle 3; carichiamo i bagagli circondati da umidità ed un'aria al sapore di mare e si va a casa. 
Ore 4h30 ci accoglie Serena: possiamo andare a dormire finalmente.

Venerdì 27 aprile 2018
La mia sveglia non esiste: mattina dedicata al riposo, prima di iniziare ad immergerci nella missione dobbiamo ricaricare le pile. Colazione e incontro con le ragazze della casa, una ad una, sorridenti, ci accolgono e ci danno il benvenuto. 
Umidità, zanzare e sole.
Pranziamo ma partecipa solamente Joëlle al pasto assieme a me, Franca, Bepi e Serena perché le altre ragazze stanno studiando. Dopo pranzo un caffè, qualche "Ndir" ed un briefing delle giornate seguenti, le chiamate da fare, le persone da vedere ma soprattutto il menù per la cena! Il pomeriggio è dedicato alle compere: supermercato, mercato della verdura e della frutta e mercato del pesce sul lungomare di Dakar.
Il traffico è tanto, la guida dei taxista è spaventosa ma ha quel nonsoche che ti fa sentire al sicuro, forse perché lui ci sa fare e anche se suona a destra e a manca in fondo conosce la sua città. 
A casa Bepi sta parlando con Malick a proposito della documentazione da portare per l'appuntamento con il sindaco, del contratto per Yassine e del progetto ambientale, ma purtroppo noi ragazze non siamo riusciamo a salutarlo al nostro rientro. Prepariamo il pesce, le patate, un misto di crudité e panzanella per la cena con Mame Ciré, Thième e le ragazze. Dopo cena ci ha raggiunto anche Charles e tra una tisana e un caffè abbiamo parlato del più e del meno. 
Una serata piacevole, cibo delizioso e ottima compagnia. Le ragazze, un po' timide, sono super simpatiche e sorridenti. 

I nostri volontari sono atterrati questa notte a Dakar, e noi ve li presentiamo uno ad uno. Oggi iniziamo con Federica Colicchia, 24 anni, studentessa. 

image1"Non ho interessi particolari, mi piace la danza, la fotografia, la natura...mi piace scoprire e fare cose nuove ogni volta che mi si presenta l’opportunità. L'associazione 
Ho conosciuto l'aasociazione Diritti al cuore tramite lo zio di una volontaria e dopo un anno di attività ho deciso di partire per la missione sanitaria in Senegal.Ciò che mi ha spinto ad intraprendere questo viaggio si racchiude tutto nella voglia di fare nuove esperienze in ambito sociale e internazionale e questo mi porta a non avere particolari aspettative proprio per la varietà delle situazioni che potranno pormisi davanti. La mia speranza infatti è quella di conoscere e vivere realtà a me sconosciute collaborando in ambienti diversi con persone che hanno interessi simili ai miei e non. Credo che tale esperienza mi possa aiutare a intraprendere un cambiamento positivo nella vita. Paura di qualcosa in un altro continente? No, non ho particolari timori, sono eccitata e speranzosa di assimilare più nozioni di vita possibili per crescere personalmente e professionalmente. 
NON VEDO L’ORA DI ESSERE LÌ!

sofiaNome, età, professione e interessi:
Sofia, 23 anni, studentessa universitaria, viaggi, lingue  & libri. 
Come hai conosciuto Diritti al cuore?
Attraverso dei colleghi in università. 
Sei partita per il Senegal per la prima volta: cosa ti ha spinto a partecipare a questo viaggio?
La voglia di vedere coi miei occhi e vivere sulla mia pelle, tutto quello che so ed ho conosciuto attraverso l'associazione; la voglia di aiutare sul campo, di vivere la popolazione che sosteniamo e comprendere ancora meglio la cultura di questo fantastico paese. 
Quali sono state le impressioni al tuo arrivo?
Appena arrivata ero stremata ed euforica nello stesso momento. Qui sono tutti cordiali, sorridenti e salutano, non mi sento estranea, sono serena. 
Cosa hai fatto in questi primi giorni?
Ricognizione, visita delle città ma soprattutto coi responsabili italiani ho fatto visita alle strutture dove operiamo ed ho conosciuto i responsabili locali, e ovviamente le ragazze del progetto Fatou. 
Quali sono le tue aspettative per il resto del viaggio?
Sempre più sorprese, gioie e risate.
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