Primo giorno a Dakar: le impressioni di Stefano

stefanoPrima giornata organizzativa: venerdì 25 ottobre

Giornata importante per la prima riunione con i promotori locali in cui è stata organizzata la missione medica ai villaggi, sia per quanto riguarda la parte logistica che medica ed è stata pianificata la prima campagna di deparassitaggio inerente alle campagne statali, il tutto tenendo presente le tempistiche dello status del progetto.

Oggi si parte con le visite mediche: sabato 27 Ottobre

È il primo giorno di visite a Cambérène. L’aria è pungente, la strada sabbiosa, l’oceano in lontananza. All’entrata dell’edificio uno sciame di risate ci accoglie calorosamente, piccoli occhi vispi che ci scrutano da lontano, nascosti dalle vesti colorate delle madri.

Intorno a noi una struttura sconosciuta che racconta storie di vita che trapelano da ogni dove. Una in particolare colpisce, quella della sala delle visite, è li che le emozioni si intrecciano alla voglia di fare e di mettersi in gioco. Nonostante la conoscenza con i volontari del posto sia minima, basta poco per far si che si crei un’intesa vincente. Il bilancio della giornata è stato di circa ottanta visite con alcuni casi particolari che fanno capire quanto questo progetto sia concreto. Il rientro a casa acquista un nuovo significato, in così poco tempo sono state tante le emozioni provate che hanno unificato il legame all’interno del gruppo. Adesso cena tutti insieme e screening epidemiologici della giornata. L’ora è tarda ma la voglia di continuare questa esperienza è sempre più forte.

Quarto giorno: lunedi 29 Ottobre

Seconda giornata di visite a Cambérène. Tante facce nuove, alcune vecchie conoscenze. Quasi tutte al femminile. 
Nonne vetuste si riscoprono seconde madri dei loro nipoti, giovani donne al terzo figlio, hanno ancora gli orecchini d'oro della nascita, le sorelle non ancora adolescenti, si improvvisano genitori per i fratelli più piccoli. Le bambine crescono in fretta a Dakar. Devono imparare a resistere, a rimanere, a rischiare. Camminano sinuose come gazzelle fino al nostro ambulatorio, gli occhi stanchi, le caviglie insabbiate, ma il vestito buono ostentato con orgoglio. Attendono pazienti il loro turno, si rincontrano, si aggiornano sui figli. Le visite scorrono tranquille, ci si scambia il tempo, gli sguardi, le mani.
Alcuni piccoli pazienti riportano infezioni cutanee, patologie respiratorie, molte parassitosi intestinali, alcuni malnutriti. Un caso di sospetta malaria, che però al test del sangue ha dato esito negativo. 
La giornata scivola via, il sole si inchina al canto del muezzin, si torna a casa stanchi ma con un altro piccolo pezzo di Senegal nel cuore.

Servizio Civile

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