IMG 20181027 085247Mentre siamo in pieno week end e i nostri volontari si trovano al caldo, presentiamo Stefano Lusi, 23 anni, quinto anno di Medicina e Chirurgia. 
"Ho conosciuto Diritti al cuore per caso, quando, scorrendo la solita noiosa pagina di Facebook, ho trovato l'evento del corso di volontariato. Ero interessato in particolare all'area sanitaria e ai progetti che si fanno sia in Italia che all'estero. Avevo già fatto esperienze simili in passato, nelle periferie degradate della capitale, offrendo visite e soccorso ai più fragili della società. In questa associazione, però, ho trovato un gruppo di gente affiatata, che si occupa di far rispettare i diritti umani su molti altri livelli, un gruppo di persone con gli stessi ideali, una specie di grande famiglia.
Per quanto riguarda il viaggio in un altro continente, ho sempre avuto questo desiderio insito di voler partire in missione, il richiamo dell'Africa sempre più forte, la voglia di fare la mia piccola parte in un mondo del tutto diverso. 
Ho sempre immaginato l'Africa nera dei mercati, quella delle donne che vendono frutta ai bordi delle strade, dei bambini sorridenti, del caldo. 
Mi rendo conto però, da qualche giorno che sono qui, che accanto ai racconti della gente, alle storie, alle persone, c'è una parte di Africa sommersa, nascosta, che forse non si farà mai conoscere del tutto. Un'Africa misteriosa, un'Africa affascinante. L'Africa che sussurra.
Sono sicuro che questa prima missione si rivelerà piena di sorprese!"

I nostri volontari sono atterrati questa notte a Dakar, e noi ve li presentiamo uno ad uno. Oggi iniziamo con Federica Colicchia, 24 anni, studentessa. 

image1"Non ho interessi particolari, mi piace la danza, la fotografia, la natura...mi piace scoprire e fare cose nuove ogni volta che mi si presenta l’opportunità. L'associazione 
Ho conosciuto l'aasociazione Diritti al cuore tramite lo zio di una volontaria e dopo un anno di attività ho deciso di partire per la missione sanitaria in Senegal.Ciò che mi ha spinto ad intraprendere questo viaggio si racchiude tutto nella voglia di fare nuove esperienze in ambito sociale e internazionale e questo mi porta a non avere particolari aspettative proprio per la varietà delle situazioni che potranno pormisi davanti. La mia speranza infatti è quella di conoscere e vivere realtà a me sconosciute collaborando in ambienti diversi con persone che hanno interessi simili ai miei e non. Credo che tale esperienza mi possa aiutare a intraprendere un cambiamento positivo nella vita. Paura di qualcosa in un altro continente? No, non ho particolari timori, sono eccitata e speranzosa di assimilare più nozioni di vita possibili per crescere personalmente e professionalmente. 
NON VEDO L’ORA DI ESSERE LÌ!

IMG 20180427 182932Giovedì 26 aprile 2018

Buongiorno e buon giorno 0, il countdown è finito.
La sveglia, sempre troppo precisa, scocca alle 8h30. Sto ancora infilando cose nella valigia e mi rendo conto a malapena di quello che sta succedendo: l'arrivo a Dakar è previsto per QUESTA sera.
Dopo varie chiamate e chilometri, mi incontro con Franca e super sorridenti ed emozionate iniziamo a fare l'elenco delle cose messe in valigia e quelle dimenticate, che a volte sembrano quasi più numerose di quelle messe!
Ricorderemo sicuramente per tutto il viaggio i ceci libanesi abbandonati a se stessi a casa di Franca, che avrebbero sicuramente riempito il nostro pancino con del buonissimo hummus. 
Direzione aeroporto con breve sosta per un caffè e pettorine per salutare Giovanni; visita turistica a vuoto per Fiumicino, cercando il parcheggio per la lunga permanenza e scherzando successivamente con l'autista della navetta per il peso spropositato delle nostre valigie: "i mobili".
Aereo leggermente in ritardo; pausa caffè e relax fino all'imbarco e partenza per Lisbona insieme ai fantastici piloti della TAP che hanno preso, a quanto pare, lezioni di volo per aeroplanini di carta. Una passeggiata per l'aeroporto portoghese, una "salad", un gelatino e una partita "al giochino con le palline" e ci imbarchiamo nuovamente: destino Dakar, questa volta.
Arriviamo puntuali, qualche turbolenza e segno di stanchezza, ma l'emozione è tanta soprattutto per me quando mi dirigo verso il servizio immigrazione per ricevere il mio primo timbro sul passaporto!
Malick purtroppo non è arrivato e la Sim senegalese non è attiva quindi, dopo aver preso una nuova Sim e avvertito il nostro amico ci rilassiamo con un altro caffè, questa volta però in un altro continente. Le ore di adrenalina iniziano a diventare distanti, la stanchezza si fa sentire. 
È mezzanotte ora locale. 
L'attesa continua anche dopo l'arrivo di Malick, stiamo aspettando Bepi che giungerà con l'ultimo aereo della giornata alle 3; carichiamo i bagagli circondati da umidità ed un'aria al sapore di mare e si va a casa. 
Ore 4h30 ci accoglie Serena: possiamo andare a dormire finalmente.

Venerdì 27 aprile 2018
La mia sveglia non esiste: mattina dedicata al riposo, prima di iniziare ad immergerci nella missione dobbiamo ricaricare le pile. Colazione e incontro con le ragazze della casa, una ad una, sorridenti, ci accolgono e ci danno il benvenuto. 
Umidità, zanzare e sole.
Pranziamo ma partecipa solamente Joëlle al pasto assieme a me, Franca, Bepi e Serena perché le altre ragazze stanno studiando. Dopo pranzo un caffè, qualche "Ndir" ed un briefing delle giornate seguenti, le chiamate da fare, le persone da vedere ma soprattutto il menù per la cena! Il pomeriggio è dedicato alle compere: supermercato, mercato della verdura e della frutta e mercato del pesce sul lungomare di Dakar.
Il traffico è tanto, la guida dei taxista è spaventosa ma ha quel nonsoche che ti fa sentire al sicuro, forse perché lui ci sa fare e anche se suona a destra e a manca in fondo conosce la sua città. 
A casa Bepi sta parlando con Malick a proposito della documentazione da portare per l'appuntamento con il sindaco, del contratto per Yassine e del progetto ambientale, ma purtroppo noi ragazze non siamo riusciamo a salutarlo al nostro rientro. Prepariamo il pesce, le patate, un misto di crudité e panzanella per la cena con Mame Ciré, Thième e le ragazze. Dopo cena ci ha raggiunto anche Charles e tra una tisana e un caffè abbiamo parlato del più e del meno. 
Una serata piacevole, cibo delizioso e ottima compagnia. Le ragazze, un po' timide, sono super simpatiche e sorridenti. 

sofiaNome, età, professione e interessi:
Sofia, 23 anni, studentessa universitaria, viaggi, lingue  & libri. 
Come hai conosciuto Diritti al cuore?
Attraverso dei colleghi in università. 
Sei partita per il Senegal per la prima volta: cosa ti ha spinto a partecipare a questo viaggio?
La voglia di vedere coi miei occhi e vivere sulla mia pelle, tutto quello che so ed ho conosciuto attraverso l'associazione; la voglia di aiutare sul campo, di vivere la popolazione che sosteniamo e comprendere ancora meglio la cultura di questo fantastico paese. 
Quali sono state le impressioni al tuo arrivo?
Appena arrivata ero stremata ed euforica nello stesso momento. Qui sono tutti cordiali, sorridenti e salutano, non mi sento estranea, sono serena. 
Cosa hai fatto in questi primi giorni?
Ricognizione, visita delle città ma soprattutto coi responsabili italiani ho fatto visita alle strutture dove operiamo ed ho conosciuto i responsabili locali, e ovviamente le ragazze del progetto Fatou. 
Quali sono le tue aspettative per il resto del viaggio?
Sempre più sorprese, gioie e risate.

francaIn questi giorni a Dakar oltre a Serena, nostra cooperante che sarà a Dakar fino a giugno, si trovano Franca, Bepi e Sofia, per portare avanti una serie di attività con i volontari del luogo, formazione alle ragazze del progetto Fatou e alcune iniziative per sperimentare nuovi crsi o progetti con la popolazione del luogo. Bepi, il nostro presidente, si trova a Dakar anche per sbrgare delle pratiche burocratiche, prendere accordi per lo sviluppo del porgetto ambientale a camberene, fare le selezioni per la psicologa per lo sportello antiviolenza a Pikine. Oggi intervistiamo Franca.
Nome, età, professione e interessi: mi chiamo Franca Forzati, ho 50 anni. Mi occupo di animazione per anziani con demenza. I miei interessi iniziano con la lettura e continuano con tutte le curiosità belle che nella vita ho  la possibilità di approcciare.
Quante volte sei partito per Il Senegal? Sono al mio quinto viaggio in Senegal come volontaria di Diritti al Cuore.
Quali sono gli obiettivi di questa missione? Il calendario di appuntamenti è molto fitto. Per quanto mi riguarda mi occuperò  di fare formazione alle ragazze Fatou, ai nostri collaboratori locali ed attraverso loro proporre dei seminari alla popolazione, si tratta di seminari sul fenomeno delle migrazioni internazionali, sull'importanza della formazione scolastica per lo sviluppo di in paese e per le persone, di salute ed igiene femminile nella pubertà, vogliamo scardinare alcuni tabù  ed informare le giovani che si approcciano alla vita adulta ad affrontare la vita con più informazioni e qualche consiglio.
Come sono andati questi primi due giorni? Siamo qui solo da 48 ore. Con grande impegno abbiamo già alle spalle due importanti giornate di organizzazione e discussione delle cose da fare. Davanti giornate di impegni confermati e nuovi inserimenti nelle due mezze giornate "apparentemente" rimaste libere.
 Di cosa sei stata felicissima appena arrivati? Di essere nuovamente riuscita a tornare qui per seguire i progetti dal vivo. In questo paese con tante persone da riabbracciare e da conoscere di persona, un po' seconda famiglia. Di poter ritagliare 12 giorni al lavoro, agli impegni e agli affetti italiani per poter guardare negli occhi e riabbracciare tante persone care anche qui.
 Cosa ti ha colpito? Il grande interesse per gli argomenti proposti per i seminari.
 Quali aspettative per i prossimi giorni? Raggiungere tante persone: donne, giovani donne, bambini, parlare loro di argomenti importanti. Seminare dubbi ed aprire a panorami di possibilità nuove.
 Cosa non vedi l'ora di.... sono solo due giorni che sono qui, davanti a me ancora una settimana. A questa domanda ... il mio cuore che si sta riempiendo di emozioni mi fa capire che la risposta è: già non vedo l'ora di ritornare qui in Senegal la prossima volta.

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