di Gioele Gaboradi, volontario Diritti al cuore in questi giorni in missione sanitaria

gioeleDicotomia; Una parola piuttosto desueta della lingua Italiana che oltre ad aver ispirato il nome d’arte di Brian Hugh Warner ( Marilyin Manson = Charles Manson + Marilyin Monroe ), esprime molto bene il Senegal che si è presentato ai miei occhi una volta giunto in questa terra lontana.

Una Dakar a tratti amena a tratti pestilenziale, a tratti moderna a tratti primitiva, a tratti capitalista a tratti folkroristica/tradizionale. Durante la sua esplorazione si sono dischiusi ai miei occhi moschee, chiese protestanti, chiese cattoliche, edifici dalle grandi vetrate, abiti tradizionali, giacche e cravatte, t-shirt di Star Wars che ero tentato di sottrarre al legittimo proprietario, computer della Apple, abachi islameggianti … Il tempo qui si ferma, si contorce, si raggomitola fino ad assumere dimensioni che sfuggono ai normali sensi dell’essere umano. Due minuti diventano ere geologiche, le ore mesi, i giorni settimane, i secondi eoni.

Camminando tra le vie della capitale si ha la sensazione che le persone vi si riversino la mattina alla ricerca di una sorta di sacro Graal, di una svolta piombata giù a stravolgere le loro vite. Altri in realtà sembrano quasi insofferenti, sfrontatamente apatici allo scorrere della giornata che procede nonostante la loro indifferenza. Una volta saliti a bordo di un Taxi, puà capitare di contrattare per ore una tariffa o attendere qualche secondo in macchina mentre il conducente scende dal veicolo per chetare la sua sete con un caffè preso direttamente dal ciglio della strada come la donzelletta che vien dalla campagna coglie rose e viole.

Per quanto riguarda il mio stato psico-emotivo devo ammettere che la fantomatica “botta di adrenlaina” non è stata avvertita dal mio sistema nervoso propriocettivo. Sento piuttosto che questa sia la mia casa da settimane, quello che faccio ciò che ho sempre voluto fare e che sempre farò. Sento già qualche cellula del mio pericardio che si desfolia dolorosamente, non so quanto sarà traumatica la partenza ma so gia voglio che arrivi il più distante possibile; nel dubbio non ci penso.

Anna Maria

Anna Maria Caldaretti, anni 63, pensionata con tempo a disposizione per il coro, lo studio del pianoforte, il volontariato e gli amici, ecc..

Ho conosciuto questa Associazione tramite una amica due anni fa circa.

Era nei miei intenti fin dall’inizio, oltre a supportare fattivamente gli eventi che sono stati man mano organizzati qui a Roma, di dare il mio contributo anche in occasione delle missioni in Senegal. E’ un Paese che già conosco per una esperienza lavorativa, ma sarà questa una circostanza che mi farà vivere il luogo in una ottica molto diversa.

Il mio compito sarà di supporto allo svolgimento delle visite mediche e di quanto altro si renderà necessiario per il buon andamento della missione.

Saremo un gruppo formato da persone con esperienza e da altre che come me partecipano per la prima volta, ma sicuramente tutti uniti dallo stesso entusiasmo.

Image 1Gioele Gaboardi, 21 anni. Studente frequentante il terzo anno del corso triennale di Biotecnologie alla Sapienza: Mi attrae tutto ciò che è alieno e diverso da me: cultura e lingua Giapponese, Africana, Sud Americana ecc.…. Mi diletto a catturare Pokemon e a collezionare Dinosauri. La musica, la lettura, lo studio allietano le mie giornate più monotone e stancanti.

Ho conosciuto DAC grazie a un invito incrociato ad uno dei corsi di volontariato: era destino XP
 
Il viaggio in Africa è sempre stato una sorta di sogno nel cassetto. Quando ero ancora innocentemente e puerilmente ammaliato dalla "socialmente impegnata" idea di fare il medico volontario in Africa, il mio cervello viaggiava e gioiva all'idea di prestare servizio in terra Africana. Ora questo desiderio si sta concretizzando e con una delle associazioni migliori del mondo, altro che Emergency o Medici senza frontiere XP 
Durante la missione avrò il piacere di fornire supporto psico-emotivo a chiunque sia giù di corda: farò il cazzaro pe capisse. Per quanto riguarda le public relationship e la parte seria darò supporto all'equipe sanitaria durante le visite e a quella logistica per ogni evenienza che si presenterà.
Mi sono ripromesso di non farmi aspettative: rischiano di rovinarmi l'esperienza e di non farmela vivere a pieno. Ma paradossalmente se c'è qualche vera aspettativa è proprio quest'ultima: vivere giorni meravigliosi e indimenticabili. Spero con tutto il cuore che queste mie speranze non vengano deluse, ma le premesse sono ottime e come dicono gli arabi: INSHALLAH
 
I timori sono i soliti che si possono sperimentare ogni qual volta ci capita di avventurarci nell'ignoto: la paura del non conosciuto, l'ansia della lontananza da casa e dalle carote sbucciate di mamma, il terrore di soffrire terribilmente di mal d'Africa ecc...
 
Non vedo l'ora di passare questi 18 giorni in compagnia di persone fantastiche e immerso in un ambiente magico, catartizzante, purificante….

Franca piccola

Nome, età, professione e interessi:

Il mio nome è Franca, ho 51 anni, lavoro come Operatrice Socio Sanitaria e animatrice di terapie occupazionali per persone con Demenza e Alzheimer. Adoro leggere, visitare musei, guardare film in lingua originale prodotti in altri continenti ed altre culture, ascoltare musica, camminare all'apertocucinare per gli amici e far parte dell'associazione Diritti al Cuore.

Quante volte sei partito per Il Senegal?

Questo con l'associazione, sarà il mio settimo viaggio in Senegal.

Quali sono gli obiettivi di questa missione?

Come sempre nelle campagne sanitarie: sono previste visite di base ai bambini dei villaggi periferici di Dakar e nelle zone rurali, incontri di confronto e formazione con i collaboratori, seminari per la popolazione, visite 

presso i luoghi in cui prendono vita i nostri progetti ed incontri per promuovere l'istruzione e della prevenzione sanitaria.

Quale sarà il tuo ruolo in questo viaggio e cosa farai concretamente?

Penso che vivrò minuto per minuto, contribuendo nel miglior modo che conosco agli obiettivi del gruppo.

Cosa ti aspetti da questo viaggio?

So che il tempo avrà un andamento tutto suo, so che mi emozionerò, so che sarò felice.

So che il calendario è fitto, che quando parto le mie aspettative sono sempre "troppo alte".

So che non si potrà far sempre tutto, ma che alla fine si farà il giusto e anche di più.

So che ciascuno di noi farà il meglio di ciò che può fare, che la nostra età è diversa, la nostra formazione è diversa, i nostri interessi nella vita sono diversi, ma so che si creerà una buona intesa, grande collaborazione e metteremo in moto tanta allegria e gioia nel portare avanti i nostri impegni. 

Cosa auguri alle persone che partono con te per la prima volta?

Il mio augurio per tutti e per me, è riuscire a lasciar andare i timori, i limiti e vivere l'esperienza in totale disponibilità e affiatamento.

Cosa non vedi l'ora di...?

Riabbracciare le persone che conosco e conoscerne di altre.

Sincerarmi che il Senegal, anche questa volta, mi accoglierà con il suo calore.

Tania

 

Nome, età, professio­ne e interessi:

Tania, 31 anni, medico! Mi piace leggere, guardare Friends quando sono stanca, e poi scendere in Senegal!

Quante volte sei par­tito per Il Senegal?

Questa sarà la mia quinta missione sanitaria con Diritti Al Cuore.

Quali sono gli obiet­tivi di questa missi­one?

Tanti, stiamo crescendo e i progetti aumentano! Le giornate saranno scandite dalle visite mediche ai bambini, sia quelli sostenuti a distanza che non. A Pikine il nostro ambulatorio al primo piano di Keur Marietou è quasi del tutto allestito, conosceremo l'infermiera e finalmente sarà attivo per i bambini dell'asilo (prossimamente sarà aperto per tutti i bambini del quartiere, e in futuro ci saranno anche una pediatra e una ginecologa). Lo sportello antiviolenza, inaugurato a novembre è già operativo. Da novembre abbiamo introdotto nei villaggi la figura dei promotori della salute, con cui dovremo definire le attività da svolgere nei prossimi mesi: campagne di deparassitaggio e seminari su igiene e prevenzione delle malattie della povertà. E poi ancora definire e avviare il progetto ambientale!

Quale sarà il tuo ru­olo in questo viaggio e cosa farai concr­etamente?

Sarò quello che sono, quindi un medico! Mi occuperò delle visite di base ai bimbi: non è mai facile a causa della lingua e di alcune differenze culturali, ma per fortuna ci sono i nostri collaboratori locali e le studentesse del progetto Fatou che sono fondamentali nel fare da ponte con le mamme senegalesi. Con i promotori della salute cercherò di organizzare le attività per il futuro.

Cosa ti aspetti da questo viaggio?

Mi aspetto di lavorare bene in gruppo, sono sicura faremo tutto e bene. 
Parto con la testa piena di pensieri che vorrei lasciare a Roma ma che so mi seguiranno fino a Dakar però spero di essere serena come sempre e di non sprecare nemmeno un minuto.

Cosa auguri alle per­sone che partono con te per la prima vol­ta?

Di osservare tutto e non dimenticarlo mai.

Cosa non vedi l'ora di....?

Chi ha letto le interviste precedenti già lo sa, ma lo ripeto perché secondo me porta fortuna: non vedo l'ora di rivedere il cielo di Sossop che guarisce tutto. 

Servizio Civile

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