oceam 1OCEAM, acronimo di Oltre l'Oceano al di là del mare, è un workshop rivolto a studenti per sensibilizzare i giovani sul tema delle migrazioni. Alla luce di una comune visione che vuole riportare l’umano al centro di politiche e discorsi, l’Associazione Diritti al Cuore si è interrogata su come poter apportare un cambiamento nella società che sia forte, efficace e solidale. È così venuta a costituirsi un’equipe di giovani esperti in vari campi, dal sociale al sanitario, che si sono trovati di comune accordo nel vedere le scuole come il fulcro della società e il liceo come luogo dove formare le coscienze per una cittadinanza attiva. Sono stati selezionati in particolare gli studenti degli ultimi due anni del liceo, poiché alla soglia della responsabilità elettorale rappresentano il tessuto più fertile da coltivare stimolando il senso civico di ognuno dei partecipanti. 

Il progetto OCEAM parte dall’idea di voler approfondire tematiche e aspetti della realtà attuale che per nulla o in parte trovano un approfondimento incisivo nelle scuole. Questo approfondimento viene presentato attraverso una proposta formativa indirizzata a fornire agli studenti informazioni e nozioni toccando l’aspetto empatico ed emozionale.
Il progetto si sviluppa attraverso il gioco di ruolo e ha come obiettivo far (ri)vivere ogni emozione che ciascun migrante prova dal momento in cui inizia il suo viaggio, lasciando la propria casa, la propria terra, la propria famiglia, con pochi soldi a disposizione e con la paura prima di non riuscire a salire sulla barca e poi di non sapere se riuscirà a scendere dalla stessa visto l'alto rischio di naufragio.
L’obiettivo a lungo termine, che va oltre le due ore dell’esperienza OCEAM, è quello di insinuare nei ragazzi delle scuole che una diversa visione della realtà è possibile nonostante la disinformazione e strumentalizzazione del sapere caratterizzante la società contemporanea.

Dettaglio degli obiettivi:

- rendere capaci i partecipanti ad immedesimarsi e sviluppare empatia verso l’altro tramite il role play;
- favorire il confronto, l’incontro e lo scambio tra sistemi culturali;
- favorire lo sviluppo di una coscienza critica nei ragazzi riguardo il tema trattato;
- offrire stimoli alla decostruzione dei luoghi comuni attraverso una contro narrazione fondata su dati, storie e numeri del fenomeno migratorio contemporaneo;
- fornire spunti di riflessione al fine di favorire la formazione della propria dimensione di cittadino: proporre una prospettiva romana sul tema dell’integrazione e della cooperazione.

A partire da una panoramica della situazione attuale nei paesi trattati durante il gioco di ruolo, i ragazzi delle scuole potranno immergersi con consapevolezza in realtà distanti da loro.
Accorciare le distanze, immedesimarsi nell’altro sono i primi passi per comprendere il cosiddetto “diverso” da noi. Attraverso questa esperienza cerchiamo di proporre ai ragazzi delle scuole un momento di
riflessione riguardo un fenomeno tanto controverso come quello delle migrazioni. La nostra aspettativa è che dal confronto e dal dibattito nascano nuove proposte e idee che contribuiranno al discorso sulle migrazioni del futuro, per formare e ispirare i giovani di oggi a diventare adulti sensibili del domani.
L’obiettivo è dunque quello di far riportare e affrontare nella discussione con gli altri partecipanti ciò che si è provato durante la rappresentazione, una discussione che sarà moderata dal team di professionisti di Diritti Al Cuore. Vogliamo stimolare in questi ragazzi il loro senso critico e la loro sensibilità, accompagnandoli in maniera naturale non solo verso la comprensione del fenomeno migratorio, che sappiamo essere complesso e variegato, ma anche e soprattutto verso la formazione di un atteggiamento di apertura verso il “diverso”, di non-paura ma di curiosità, di accoglienza, antirazzismo e uguaglianza.
L’obiettivo a lungo termine, che va oltre le due ore dell’esperienza OCEAM, è quello di insinuare nei ragazzi delle scuole che una diversa visione della realtà è possibile nonostante la disinformazione e strumentalizzazione del sapere caratterizzante la società contemporanea.
Ci auspichiamo, quindi, di stimolare nei ragazzi una ricerca personale e continua verso l’ampliamento dei propri orizzonti, lo sradicamento dei pregiudizi e stereotipi che ostacolano uno sguardo aperto e critico verso l’“altro”.

3. Gioco di ruolo, cos'è
Il role play o gioco di ruolo è un metodo di apprendimento in grado di far sperimentare al partecipante un punto di vista di vista diverso dal proprio. L’empatia, capacità istantanea di immedesimazione nello stato d'animo di un'altra persona, è ciò che si intende suscitare durante l’esperienza del gioco di ruolo. Ciò che è importante e indispensabile è far emergere emozioni che non conosciamo o su cui non abbiamo mai prestato troppo attenzione in quanto considerate, erroneamente, lontane da noi.
Il laboratorio prevede tre tempi.
1. Breve presentazione del contesto e dell'attività
2. Azione/Gioco
3. Dibattito e discussione sul gioco e sulle emozioni provate da ciascun giocatore.
 valdese

I partecipanti saranno chiamati ad interpretare il ruolo dei migranti; sarà loro consegnato un case study contenente tutte le indicazioni circa l’identità da impersonare. Il team di esperti promotori del progetto sarà diviso in 2 gruppi: alcuni svolgeranno un ruolo di supervisione, pronti ad intervenire per fronteggiare qualsiasi difficoltà o incomprensione. Altri entreranno pienamente nel gioco di ruolo e interpreteranno in fase ciclica trafficanti, militari e polizia. L’obiettivo è dunque quello di arrivare alla fine del gioco di ruolo, con un bagaglio di emozioni che verrà poi “scaricato” nella discussione con gli altri partecipanti e gestita
dai moderatori.
Nel 2018 grazie al contributo dell'8 per 1000 della Tavola Valdese è stato possibile acquisitare il materiale per fare i laboratori e i materiali per diffondere questa iniziativa.

 

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